{"id":3597,"date":"2026-07-03T15:12:41","date_gmt":"2026-07-03T13:12:41","guid":{"rendered":"https:\/\/cpdp.it\/?p=3597"},"modified":"2026-07-03T15:16:20","modified_gmt":"2026-07-03T13:16:20","slug":"memorie-dal-sottosuolo-1864-fedor-dostoevskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cpdp.it\/index.php\/2026\/07\/03\/memorie-dal-sottosuolo-1864-fedor-dostoevskij\/","title":{"rendered":"Memorie dal sottosuolo (1864), F\u00ebdor Dostoevskij"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Recensione di Francesca Gambini<\/h3>\n\n\n\n<div style=\"height:65px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Memorie dal sottosuolo <\/em>sconta l\u2019inevitabile confronto con i capolavori successivi di Dostoevskij. Nabokov ne fa una critica spietata liquidandolo, in definitiva, come un racconto mediocre. \u201cL\u2019uomo-topo\u201d, scrive nel saggio a commento della novella, \u201cnon ha saputo spiegarci le gioie della degradazione e della sofferenza\u201d: \u00e8 un romanzo che rischia di apparire irrisolto nella sua analisi solo abbozzata delle vicende psicologiche dei personaggi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-06-30-at-20.15.05.jpeg?resize=819%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3598\" style=\"width:473px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-06-30-at-20.15.05.jpeg?resize=819%2C1024&amp;ssl=1 819w, https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-06-30-at-20.15.05.jpeg?resize=240%2C300&amp;ssl=1 240w, https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-06-30-at-20.15.05.jpeg?resize=768%2C960&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-06-30-at-20.15.05.jpeg?w=1080&amp;ssl=1 1080w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Scritto subito dopo la morte della amata moglie e gli anni della prigionia in Siberia, in un periodo di profondo travaglio personale, lo si pu\u00f2 considerare apr\u00e8s-coup un testo di svolta che apre alla stagione della maturit\u00e0 narrativa dell\u2019autore. Un lavoro preparatorio ai grandi romanzi a venire, nel quale comincia a prendere forma il soggetto dostoevskiano: un uomo contraddittorio, diviso, profondamente tormentato.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stile \u00e8 asciutto, confessatorio, solipsistico. Si sente la mancanza della mediazione del narratore: una mente che aiuti la mente del personaggio a tridimensionalizzarsi nella mente del lettore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; In breve la trama: un ex impiegato quarantenne vive isolato, in una quasi totale alienazione dal mondo. Un uomo \u201cmoralmente schiaffeggiato\u201d, un \u201ccolpevole senza colpa\u201d, profondamente danneggiato da qualcosa che gli \u00e8 accaduto, ma di cui nulla sappiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lungo monologo che occupa i primi capitoli ci d\u00e0 accesso ai patimenti del suo animo pervaso da sentimenti di invidia, vergogna, astiosit\u00e0 acrimoniosa. Bloccato nella sua inerzia, seppellisce se stesso in preda ad un rancore senza fine verso il prossimo: la mente salta da un\u2019immagine all\u2019altra costruendo narrazioni intorno a scene di scherno e derisioni che, ne \u00e8 certo, scaturirebbero da qualsivoglia contatto con un altro essere umano. In questo scenario la sola difesa contro la rovina definitiva rimane il ritiro in una dimensione privata dov\u2019egli possa crogiolarsi nel suo capriccio sdegnoso, nell\u2019insoddisfazione sconfinata che giunge fino alla ripugnanza, al disgusto e infine all\u2019autocompiacimento per la distruzione di s\u00e9 e di ogni forma di legame. Le rare interazioni nelle quali si ritrova coinvolto sembrano avere tutte una qualit\u00e0 sadomasochistica.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il funzionamento a <em>schermo beta<\/em>, un\u2019attivit\u00e0 evacuativa della mente che fa continuamente muro contro la realt\u00e0 esterna, ha un corrispettivo in quell\u2019atteggiamento esteriore di inesauribile ostilit\u00e0 che lo caratterizza, una cattiveria che ha alla base la mancanza di risonanza con l\u2019altro, l\u2019impossibilit\u00e0 di una reciprocit\u00e0: una forma di narcisismo grave che difficilmente incontrerebbe tolleranza e comprensione all\u2019interno di un gruppo sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sottosuolo diventa il luogo solitario dove ribollono quegli stati della mente, altrove incomunicabili: rappresenta il tentativo di gestire un\u2019esperienza emotiva ingestibile, che rimanda ad un dolore primitivo di portata catastrofica.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; E\u2019 l\u2019incontro con la prostituta Liza, nella seconda parte del libro, il cuore emotivo dell\u2019opera. La sola occasione di salvezza per il protagonista, che rester\u00e0 per\u00f2 non colta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante l\u2019impaccio, i silenzi, la confusione che attraversa le menti di entrambi mentre sono l\u2019uno al cospetto dell\u2019altra, qualcosa tra i due accade. Liza piange, gli getta le braccia al collo in un gesto spontaneo di affidamento che trova una insperata corrispondenza: l\u2019abbraccio \u00e8 ricambiato. Proprio questo contatto imprevisto, l\u2019assaggio di un sentimento di tenerezza, \u00e8 la miccia che accende un senso di intollerabile umiliazione poich\u00e9 egli crede di essere stato visto per quel che lui sente di essere: un povero, un misero, un reietto. Non pu\u00f2 immaginare uno sguardo benevolo, la compassione diventa orgoglio ferito in un cortocircuito esplosivo che incendia un violentissimo risentimento. \u201cAdesso ti faccio vedere io\u201d, ripete dentro di s\u00e9 pi\u00f9 volte: tenta di riaffermare il controllo compiendo un gesto beffardo, colmo di amarezza e provocatoriet\u00e0, volto a ribaltare la vulnerabilit\u00e0 in dominio. \u201cResti unaprostituta\u201d, questo sembra ribadire il denaro che deposita nelle mani di Liza al termine del loro incontro. Annullare l\u2019intimit\u00e0, attaccare per distruggere quell\u2019abbozzo di legame nascente. Liza si allontana, lasciando il denaro sul tavolo. Un\u2019azione che ha la qualit\u00e0 di un\u2019interpretazione silenziosa il cui effetto, nella mente del protagonista, resta per\u00f2 celato al lettore.<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo soltanto che l\u2019uomo scende di corsa le scale, in un fugace attimo di pentimento, cercando per le strade Liza, senza pi\u00f9 ritrovarla. Apparentemente non c\u2019\u00e8 redenzione, non c\u2019\u00e8 riscatto, l\u2019autore ci nega la catarsi perch\u00e9 l\u2019uomo ricade nel suo sottosuolo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; A lettura conclusa, nulla ci vieta di compiere un\u2019operazione immaginativa che costruisca un\u2019alternativa a questo finale senza speranza, prendendo in considerazione la possibilit\u00e0 di una soluzione estetica. Provando a considerare i romanzi di Dostoevskij non come pezzi isolati, singole composizioni che nulla hanno a che vedere l\u2019una con l\u2019altra, ma come parti interconnesse e coimplicate di un\u2019unica opera, avremmo modo di seguire le sorti dei nostri due protagonisti cercandone l\u2019evoluzione nei personaggi dei testi successivi. Ne elenco solamente alcuni: Raskol\u2019nikov, Ippolit, Ivan o, sul versante femminile, Sonja, Nastas\u2019ja, Grusen\u2019ka.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro della scrittura costruisce nuove strade su percorsi prima troncati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Proprio come in un\u2019analisi possono accadere tormentose turbolenze emotive, crolli temporanei del legame e, se siamo fortunati, sull\u2019onda lunga di questo movimento sinusoidale della cura, anche preziosi momenti di riconnessione, alla stessa maniera potr\u00e0 o, sarebbe pi\u00f9 sensato dire, ha gi\u00e0 potuto l\u2019opera intera di Dostoevskij trasformare la scissione dell\u2019uomo del sottosuolo attraverso altre molteplici narrazioni, in un&#8217;invisibile lavoro di tessitura di tutti quei fili sospesi tra testi, personaggi, scrittore, lettore che \u00e8, infine, la cura di un legame interrotto che, a sua volta, \u00e8 il nucleo di ogni forma di sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:19px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:15% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1013\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Francesca-Gambini.jpg?resize=1013%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-3483 size-full\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Francesca-Gambini.jpg?resize=1013%2C1024&amp;ssl=1 1013w, https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Francesca-Gambini.jpg?resize=297%2C300&amp;ssl=1 297w, https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Francesca-Gambini.jpg?resize=768%2C776&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/cpdp.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Francesca-Gambini.jpg?w=1201&amp;ssl=1 1201w\" sizes=\"(max-width: 1013px) 100vw, 1013px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><strong>Francesca Gambini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Psichiatra, psicoanalista associato SPI e IPA.<br>Ha lavorato a lungo all\u2019interno dell\u2019Istituto Penitenziario di Pavia, occupandosi di pazienti psichiatrici autori di reato.<br>Ha svolto negli anni progetti istituzionali per l\u2019individuazione precoce di vulnerabilit\u00e0 ed esordio psicotico e per il trattamento psicoterapeutico di disturbi della personalit\u00e0 e del comportamento alimentare.<br>Dal 2014 esercita attivit\u00e0 privata a Pavia.<\/p>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione di Francesca Gambini &nbsp;&nbsp;&nbsp; Memorie dal sottosuolo sconta l\u2019inevitabile confronto con i capolavori successivi di Dostoevskij. 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