Consider the Lobster And Other Essays (2005) trad italiana Considera l’aragosta. E altri saggi, ed Einaudi (2006)
Considera l’aragosta è una raccolta di saggi commissionati a DFW negli anni ’90 e nei primi anni 2000 da alcune riviste (Rolling Stone, Gourmet, The Atlantic, Harper’s Magazine, ecc.): un’opera lucida e provocatoria che ci ricorda perché leggere può essere ancora un’esperienza di trasformazione. DFW parte sempre da qualcosa di apparentemente marginale: una fiera di provincia, un dizionario, un gruppo di signore anziane della congregazione religiosa del quartiere. Ma ciò che sembra un semplice reportage diventa, pagina dopo pagina, un’indagine sulla coscienza, sul linguaggio, sul desiderio, sulla responsabilità e sul modo in cui abitiamo il mondo.

La sua qualità più rara è forse questa: leggendo si ha la sensazione che allo scrittore importi davvero del lettore. Non cerca di convincerci della propria intelligenza, ma di condividere con noi un percorso di pensiero. È come se ci prendesse per mano mostrandoci esitazioni, dubbi, cambiamenti di prospettiva, senza mai rinunciare al rigore concettuale. Ci apre i sui pensieri, ci fa vedere come pensa e quanto sforzo faccia nel pensare.

Forse per questo, ultimata la lettura del libro ormai da alcune settimane, ancora mi è particolarmente difficile passare al prossimo: una sorta di strana nostalgia, la sensazione che l’autore mi manchi come mi mancherebbe un amico con cui ho appena trascorso un’avventurosa vacanza, me lo impedisce. Probabilmente affronterò Il re pallido, vedremo.
L’ironia caratteristica dello stile di DFW non serve a prendere le distanze dalla realtà: serve ad avvicinarcisi ancora di più. Gli oggetti, gli animali, le parole, i gesti più ordinari acquistano una sorprendente vitalità e finiscono per raccontare qualcosa di essenziale su chi li osserva. Alla fine ci si accorge che l’aragosta non parla solo dell’aragosta, né il dizionario solo delle parole: parlano di noi.
Uno dei momenti più intensi della raccolta è il saggio dedicato a Dostoevskij. DFW si domanda perchè i suoi personaggi continuino a sembrarci vivi, convincenti e come mai invece oggi sia così difficile raccontare, senza cinismo né retorica, le questioni davvero essenziali: l’amore, la colpa, la fede, la sofferenza, la libertà. E’ una domanda che attraversa tutta l’opera: perché facciamo così fatica a parlare di ciò che ci importa davvero? Di ciò che davvero importa? Con serietà e dedizione, con personaggi convincenti?
C’è una forma di umanesimo profondo in questa scrittura, una poesia in prosa che riesce a emergere persino nel giornalismo: il pensiero non è un esercizio astratto, ma un modo di prestare attenzione e la lingua, quando usata con precisione e sensibilità, può illuminare ciò che normalmente rimane invisibile.
Considera l’aragosta è un libro che aiuta a capire come poter essere giornalisti, analisti, esseri umani forse un pochino migliori.

Davide Broglia
Psichiatra e psicoanalista associato SPI e IPA. Dirige per l’ASST di Pavia il servizio di psichiatria per le persone detenute, con particolare attenzione ai disturbi di personalità borderline e antisociali. Socio fondatore del Gruppo Italiano MBT e supervisore MBT accreditato dal British Psychoanalytic Council, è professore a contratto di Sociologia della devianza presso l’Università di Pavia.
Tesoriere del Centro Psicoanalitico di Pavia e responsabile del Centro di Consultazione e Terapie Psicoanalitiche, svolge attività privata a Pavia.






